lunedì 30 marzo 2009

Roma. Diciotto fotografie.

Giunta fino a noi direttamente dall'antichità, gran teatro della vita come della morte, Roma contiene e addomestica nella sua interezza l'indubbia varietà della storia. Roma è troppo ed allo stesso tempo troppe cose insieme: una di fianco all'altra, una sopra l'altra, una dentro l'altra. Una stratificazione che si può risalire, certo, ma che non di rado diventa difficile da interpretare per tutto quello che c'è di nascosto. Forse per tale motivo in questo diario fotografico della città ho preferito dare spazio ad immagini in qualche maniera "diverse", dove il logico e l'atteso lasciano il passo al paradosso ed al rovesciamento alla perenne ricerca di quanto sta oltre le cose e la loro apparenza. Tutto è assurdo ed insieme possibile, magico e grottesco. Le torri minacciose, ora storte e pericolanti, i vicoli silenziosi sempre umidi e bagnaticci, le sciabolate di sole sui tetti al tramonto. Freud davanti al Mosé. Pasolini in giro per le borgate. Souvenir e scale sante. Gatti e lupi. Panem et circenses. Nient'altro che Roma, dunque. Una Roma che fa della sua memoria un simbolo, e sopra questo simbolo comodamente si addormenta.
(Germano Panettieri)



Fotografando



Una mattina a Campo de' Fiori

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1 commento:

  1. Complimenti per il tuo blog! anche se forse il mio è un pò troppo di parte per essere un primo commento ai tuoi scritti...è che mi piace conoscere Roma leggendo come la racconti e, soprattutto, guardarla con i tuoi occhi da innamorato, come se per te fosse la più bella delle donne...ammaliante e seduttrice, voluttuosa e piena di segreti, maga incantatrice e popolana sfacciata, dea senza riguardi e timida custode di storie che pochi sanno raccontare...orgogliosa o no di essere romana, sono comunque orgogliosa di te...

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